#IRitiDellaSettimanaSanta2017 – TARANTO

I riti della Settimana Santa, particolarmente sentiti in tutto il Sud, hanno origini antiche. Con la Pasqua alle porte, questo mio piccolo video-racconto (sopra) lo dedico alla mia città, Taranto, simbolo della Settimana Santa pasquale in tutto il mondo. La loro origine si deve a Don Diego Calò il quale, nel 1603, fece costruire due delle statue nella città di Napoli raffiguranti Gesù morto e l’Addolorata. Nel 1765 il patrizio tarantino Francesco Antonio Calò, erede e custode della tradizione della processione dei Misteri del Venerdì santo, donò alla Confraternita del Carmine le due statue che componevano la suddetta processione, attribuendole l’onore e l’onere di organizzare e perpetrare quella tradizione cominciata circa un secolo prima.

La Domenica delle Palme e le Perdùne

Il tutto ha inizio la Domenica delle Palme, in quanto in questo giorno avvengono le cosiddette “gare” per la partecipazione alle due processioni: le due principali confraternite di Taranto, quella di Maria Santissima Addolorata e san Domenico (sita nella chiesa di San Domenico Maggiore nel Borgo Antico) e quella di Maria Santissima del Carmine (sita nella omonima chiesa nel Borgo Nuovo), convocano in assemblea straordinaria i propri iscritti in regola con l’amministrazione e che non siano incorsi in sanzioni disciplinari, per aggiudicarsi l’onore di partecipare alle due processioni, il Pellegrinaggio della Vergine Addolorata e la Processione dei Sacri Misteri. Il ricavato delle “gare” viene devoluto nel corso dell’anno a favore di iniziative benefiche.

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Figure fondamentali di tutti i riti sono i Perdoni, in dialetto le Perdùne: confratelli che, a coppie o “poste“, già dal pomeriggio del Giovedì escono ad intervalli dalla meglio conosciuta Chiesa del Carmine, nel centro cittadino, effettuando un pellegrinaggio verso le principali chiese della città, nelle quali troviamo allestiti i “sepolcri”. Essi simboleggiano gli antichi frates poenitentiae alla ricerca del perdono divino e sono facilmente riconoscibili in quanto scalzi e vestiti con l’abito della tradizione: un camice bianco, una mantellina attaccata sul davanti, una cinta di colore nero in vita e un cappello nero decorato con un nastrino blu.  Si muovono con l’ausilio di un bastone, chiamato “bordone” e alto circa due metri che simboleggia l’antico bastone dei pellegrini, nella famosa “nazzecata“, ovvero il tipico dondolio lento che dà il ritmo all’intera processione (simbolo del mare), la quale è guidata dal Troccolante, il Confratello con uno strumento in legno dal suono riconoscibile, la Troccola (tavola di legno nero orlata di argento con 4 maniglie di ferro, che produce un caratteristico rumore se agitata). L’ultima “posta” che esce dalla Chiesa del Carmine viene chiamata “u serrachiese” in quanto ha il compito di chiudere, “serrare”, le Chiese per la notte che si approssima. Tradizionalmente tutti i Perdoni fanno rientro al Carmine entro la mezzanotte in quanto, a quell’ora, si prevede che dalla Chiesa di San Domenico, nel Borgo Antico, la statua della Madonna Addolorata scenda le scale. Il pellegrinaggio percorre i vicoli della Borgo Antico e alle prime luci dell’alba attraversa il Ponte Girevole. La processione si compone di diverse figure:

  • il Troccolante che apre la processione al suono della Troccola;
  • le Pesare che rappresentano le pietre scagliate contro Gesù;
  • la Croce dei Misteri;
  • la Terza Croce, la Seconda Croce, La Prima Croce;
  • il Trono;
  • l’Addolorata.

Vi sono inoltre quattro coppie di poste prima dei Crociferi e due prima del Trono, nonché due Mazze che hanno il compito di mantenere ordinata la processione e di sostituire i confratelli in caso di necessità.

I Sacri Misteri

Intorno alle 17:00 inizia l’altra processione, quella dei Misteri, che si dirama dalla Chiesa del Carmine per farvi ritorno soltanto il mattino seguente, intorno alle 7:00/8:00 del mattino in un silenzio pieno di commozione e di devozione, dopo 15 ore di pellegrinaggio.

A capo c’è sempre il Troccolante la cui figura è seguita dal Gonfalone e da otto statue che compongono la processione (Gesù nell’orto del Getsemani, Cristo flagellato, l’Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Cristo Morto, l’Addolorata). Il rientro avviene nel mattino del Sabato Santo, quando prima che il sipario cali sulla Settimana Santa tarantina, avviene un rituale emozionante: il “troccolante”, infatti, con il volto rigato di lacrime, dà un colpo con la mazza e bussa tre volte contro il portone della chiesa del Carmine. Il portone si apre e le statue rientrano.

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Un elemento particolare è la statua della Madonna dell’Addolorata: le due statue dell’Addolorata che vengono fatte sfilare nelle due processioni (Processione dell’Addolorata e Processione dei Misteri) sono solo apparentemente uguali mentre invece vi sono notevoli differenze. La più evidente è rappresentata dai simboli: entrambe le statue hanno nelle mani un cuore trafitto e un fazzoletto, ma quella del Giovedì Santo ha il cuore nella mano sinistra ed il fazzoletto nella destra, mentre quella del Venerdi Santo ha i simboli invertiti.

Tutti i riti vengono accompagnati da un clima di totale partecipazione: ogni cittadino, di qualsiasi età, partecipa pienamente alle manifestazioni ed anche la città, con il suo mare e le sue bellezze sembra dedicarsi in modo completo ai riti, offrendo una cornice davvero unica.

 

Quest’anno partecipare ai Riti della Settimana Santa di Taranto sarà ancora più semplice grazie ad un’apposita app che consentirà di localizzare la posizione esatta delle varie statue ed ottenere info sui Misteri, la loro storia, i simboli e gli eventi proposti dalla confraternita.

 

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